Le origini di Cantine Beatrice

La Società Agricola Beatrice S.S. affonda le proprie radici nella tradizione vitivinicola delle colline del Candia, un territorio aspro e affascinante, con pendenze impervie che si affacciano sul mare, protetto dalle maestose Alpi Apuane. Qui, fin dall'epoca romana, generazioni di viticoltori hanno lavorato instancabilmente per domare queste terre. Nei primi del Novecento, il bisnonno Armando Della Tommasina e sua moglie Italia Benassi iniziarono a dissodare le terrazze per impiantare vigneti tramandati. Successivamente, la figlia Beatrice Della Tommasina e il marito Renato Gianni continuarono questa appassionante avventura, infondendo nel figlio Sauro la dedizione alla viticoltura. Giuliana, moglie di Sauro, figlia di una famiglia storica fautrice della Denominazione d’Origine Controllata per il Candia dei Colli Apuani, contribuì successivamente insieme al marito a tramandare questa eredità vinicola straordinaria.

Malóro: una storia radicata nella terra

Il nome Malóro richiama le origini di Pietro Rossi, vissuto tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Nato a Castagnetola, nel Comune di Massa, Pietro coltivava terre proprie e in mezzadria, dedicandosi anche alla vendita del vino prodotto dai vigneti del Candia. Suo figlio Cristoforo, dopo il congedo dal corpo dei carabinieri del re Vittorio Emanuele II, continuò la tradizione aprendo una cantina nel centro di Massa, insieme alla moglie Matilde Antonia, detta Tonina. Con il tempo, la famiglia acquisì nuovi vigneti e una delle ville Pellerano, dove Cristoforo e Tonina continuarono la vendita del vino dopo la chiusura della cantina cittadina. La passione familiare sembrava destinata a spegnersi con il nonno Arnaldo, che intraprese tutt’altra strada nel settore edilizio.

I custodi della tradizione

Oggi, grazie all’unione tra le Cantine Beatrice e l’Azienda Agricola Malóro, insieme agli eredi che hanno deciso di raccogliere il testimone di questa secolare tradizione, si prosegue nel mantenere intatti i valori e i metodi tramandati nel tempo. L’innovazione non si pone qui come sostituzione della tradizione, ma come un mezzo per migliorarla e rafforzarne ulteriormente l’identità. Ogni scelta, dal vigneto alla cantina, diventa un omaggio alla viticoltura eroica delle colline del Candia, celebrando il legame indissolubile tra uomo, terra e vino.